Passa ai contenuti principali

Portfolio


untitled blu, 2019  acrilic on linen 100x150x4cm 
"Il filtro dell’esperienza personale del fare, del dipingere, non solo risulta essenziale alla sostanza dell’opera finita, ma segna anche la differenza, le dissonanze di atteggiamenti e di approccio che caratterizzano ciascun lavoro, che non è mai elemento organico ad una serie metodicamente programmata, e il cui carattere specifico è dovuto alla costante e discontinua esperienza del fare, del fare pittura."
Pier Luigi Tazzi


psychedelic breakfast with friends, 2019 acrilic on linen 80x120x4cm
Dipinto per il progetto "TRAMPOLINE" @ Blindarte, Milan. 
"Pur richiamandosi alla lezione dell'iperrealismo americano, e ai suoi maestri Richard Estes e Ralph Goings in primo luogo, la pittura di Gianluca Capozzi se ne allontana per un'attenzione più marcata alla consistenza granulosa e molecolare delle pennellate, che rendono la dentità fisica e sostanziale delle immagini."
Chiara Canali, Flash Art


interior 21, 2019 acrilico su lino cm60x80x4 
"A dense field, choking and littered with a spangle of blotches and marks, whirling restlessly around, as if sucked into a vortex, seduces the viewers into celebration of slivers of multifarious colors— reds, oranges, mustard, yellows, turquoise, aquamarines, lavender, deep purples— all animated by intersecting and gyrating lines. They may initially look like slung pigments, with no preconceived or prior design but the final assembly of elements amounts to an exhilarating and sumptuous visual experience."
Cid Reyes


shine on, 2019 acrilic on linen 100x150x4cm
"With a poetically constructed optic and accentuated sensuality, Gianluca Capozzi’s work shows the traces of the quotidian, some kind of devitalized memories, fragments of remembers. Because that’s also what is his work about: memory, collective and individual, captured through a skilful relationship between color and image with a notable lyricism. A lyricism supported by a very simple structure. Simple but meticulous.
If Capozzi stands out for something that’s his versatility. He can go from hyperrealism to be close to the English pop or even to the fauve tradition of joie de vivre up to transform his paintings in almost abstract landscapes going through a compositional architecture akin to the Informalism.
A crossbreeding road that however never allowed him to leave figuration behind, so the result is a surface where the abstract gets dissolved in the image and the image in the abstract. Figuration is a good fabric for memory even for an artist of multiple registers.
The paintings that move towards the abstract refer to the formalism of the colorfield- a colorfield always altered by some narrative pattern- and suggest dreamlike references approaching a strategy of valuing the poetry of each element. A tapestry of gestural abstraction combined with formal references of signs or gestures." 
Blanca De La Torre

untitled 3, 2019, acrilico su lino 100x100x4cm 
"Così, accompagnato da un Topolino, così come da altre icone più o meno identificabili, l’occhio si muove spasmodicamente sulla superficie delle tele di Capozzi, disorientato nell’ambizione alla fruizione frenetica totale delle stesse che, pur se fittamente stratificate, spingono sul livello più esterno tutto ciò che “trasportano” (o, meglio, da cui sono percorse). Ad animarle, un’incessante pulsazione: tanto di macchie astratte - che fanno ora da sfondi ora da giustapposizioni - quanto delle entità figurative (alle macchie parificate) che godono talora di una resa iperrealistica, pur se stilizzata (nel caso dei miti dei cartoni animati), talaltra di un trattamento più approssimativo, liquido appunto. Una pulsazione quindi che, mescolando, pur nel mantenimento dell’individualità dei vari ingredienti, origina delle pulp pictures."
Eliana Urbano Raimondi

untitled 5, 2019 acrilic on linen 100x150x4cm 2750 euros
"As a modus operandi it is based on an act of will [“I too am a painter”] that takes the form of the following of a discipline, an operative practice, that of painting, for which Capozzi has been specifically trained (he studied at the Fine Arts Academy of Florence), a discipline with thousands of years of tradition and a glorious history in the context of so-called Occidental Art, therefore on the appropriation of forms and images found as a result of not only, not exclusively aesthetic emotions. The forms are the results of constant research inside painting and its practice."
Pier Luigi Tazzi

untitled 2019 acrilic linen 100x150x4cm 
"Uno sguardo su figure di colore volanti, leggere, sottosopra, all’ingiù, che fanno acrobazie e cambiano dimensione balzando da uno stato all'altro, scene immaginarie di ambienti onirici che sembrano famigliari come salotti e stanze sognanti. Tutto è un racconto creato come per fermare il momento del volo, dell’ambiente vissuto, dell’attimo prima e del dopo… Un mondo privo di gravità che consente meravigliose immagini positive.
Immagini che sfidano la forza di gravita in un circuito visionario, come un lasciarsi andare al tempo, al momento, in piena libertà, felicità e un po’ di leggerezza nella vita. La leggerezza riesce non solo a sovvertire la gravità, ma anche a dominarla. Una sottrazione di peso per alleggerirci dai pesi della vita di tutti i giorni, come valore da acquisire. Cosi come nelle sue opere, così nella vita imprevedibile e irripetibile." 
Sveva Manfredi Zavaglia

untitled 1, 2018 acrilico su lino cm80x120x4
Viktor Misiano: "Penso che il tuo lavoro si riconosce nel dibatto attuale sull'anthropocene, nel tentativo dei certi pensatori contemporanei di proporci una nuova visione del mondo, universalizzante e totalizzante. Leggendo il tuo manifesto mi son ricordato delle idee dello studioso inglese Timothy Morton, che ha pronunciato «L’ecologia senza Natura» Secondo cui il concetto della Natura (fondamentale per la cultura Occidentale) e repressivo, perché stabilisce una netta differenza tra quello che e naturale e quello che non lo e, metre in realtà questa distanza non esiste. Il mondo è uno, in esso l'animato e l'inanimato, soggetto e oggetto sono correlati…" 
G.C: "La stessa energia che c’è in tutto l’universo è la stessa che troviamo in un organismo sub atomico.
La stessa differenza che intercorre tra l’oceano ed una sola goccia d’acqua.
Materia, energia e vuoto sono presenti nell'oceano delle infinite possibilità che descrive la fisica quantistica, dove non esistono masse, forze e tempo."
Viktor Misiano: "Però l’ontologia animistica non e un' invenzione recente. Ha delle radici profonde. Pensiamo a Giordano Bruno, del suo «entusiasmo eroico», delle sue idee che il mondo e governato dall'amore! Esperto di magia, ci descrive l’eros, la magia, l’alchimia. 
Suppongo che il tuo lavoro abbia anche un'altra fonte d’ispirazione. Intendo che nella tua scommessa sullo sguardo contemplativo si stravede il pensiero orientale, con la sua disposizione d’amalgamarsi nel mondo contemplato."
G.C: "L’uomo attinge continuamente dal vuoto energia/informazione ed emette e con esse manovra una energia sulla terra."
"Ocean Project" personal exhibition interview, Viktor Misiano 


untitled, 2019 acrilic on linen 100x150x4cm 
"Incontri quotidiani in una caffetteria qualunque, vetrine infrante dalla forza di un colore che si fa mascherina, ritratti appena abbozzati, richiami a motivi floreali, voyeurismi, attese e masse silenziose si muovono nella sua pittura per disegnare un itinerario visivo dove si perde la traccia di ogni personalità e le figure sembrano esseri solitari che hanno smarrito non solo il loro nome anagrafico ma anche quello che il tempo accarezza e fa inevitabilmente cambiare: le loro facce. 
Quasi a voler stringere al filo sottile della pittura quello tagliente dell’intima riflessione su un mondo contemporaneo inghiottito nell’oceano del selfismo e della socialfagia, Capozzi raffigura immagini che sfigurano, che si perdono in una moltitudine stridente alla ricerca di una cittadinanza pittorica, quantomeno pittorica, in cui ritrovarsi felici e feriti."
Antonello Tolve

untitled, 2019 acrilic on canvas 100x100cm 
"Sono immagini, quelle di Gianluca Capozzi, che recano il fragore dello scrosciare delle acque. L’acqua precipitosa di un torrente in piena che sgretola il letto e trasporta molteplici detriti: un fiume eracliteo di realtà, culture, concezioni e suggestioni varie, su cui talvolta piovono calligrafiche e pesanti gocce decorative di pioggia cromatica, in una concezione liquida a tutti gli effetti. Liquida, nella misura in cui estremamente diluita è la materia pittorica che fa di una veste acquerellata dell’acrilico la sua voce d’eccellenza, così come liquida è la forma mentis che la “informa” - a volte fino a distruggere la forma - ovvero la forma mentis del viaggio.
Una pittura on the road, che corre e attraversa - anche se in modo superficiale, puramente “estetico” nel suo trattamento - storie, frammenti e visioni della cultura alta così come di quella popolare, rifocillandosi in un’iconografia mista che si sciacqua preferibilmente nell’oceano del mondo americano, con più o meno inconsci omaggi alle scritte decorative di Twombly. Il tutto attingendo a immagini della sfera politica, di balli di gruppo e di scenari della mafia statunitense anni Venti, sdrammatizzata da una frequente comparsa di personaggi dei fumetti, specie disneyani."
Eliana Urbano Raimondi


untitled, 2019 acrilic on linen 100x100 x4cm
"Come in un diario, segue il flusso continuo e intricato dei pensieri. Alternandosi tra fotografia, disegno e pittura, egli rivela il suo mondo interiore con molta puntualità, evocando volti e luoghi, anche non definiti: ne esce un’antologia dinamica e vivace d’immagini e segni, di paesaggi sovrapposti e volti appena accennati, di frammenti di ricordi e sensazioni che si incontrano, si intrecciano, fino a unirsi inscindibilmente."
Vittorio Sgarbi


untitled, 2019 acrilic on linen 100 x150x4cm 
"The painter Gianluca Capozzi is similarly interested in movement, and his works often begin with a photo, a snapshot of a time and place. It is this point of departure that allows for Capozzi to assemble, often in a grid-like layout, as he puts it, “a type painting that simultaneously re-echoes sounds and silences, that makes us hear the intervals in continuity and the continuity in the intervals, a type of painting that is always moving on, always exploring, always travelling along the interstices of space."
Ken Baldino

untitled 2019 acrilic  on linen 100x150x4cm
"The work, in the end, consists in a sort of physical, material assimilation, done in a state of meditation. The filter of personal experience of doing, of painting, is not just essential to the substance of the finished work; it also marks the difference, the dissonances of attitudes and approach evident in each work. The paintings are never organic parts of a methodically programmed series, their specific character comes from constant and discontinuous experience of doing, of painting. Works and days, then, and to each day its effort."
Pier Luigi Tazzi

untitled ,2018 acrilic on linen 61x106x4cm
"As Bergson’s words remember: “But, then, I cannot escape the objection that there is no state of mind, however simple, which does not change every moment, since there is no consciousness without memory, and no continuation of a state without the addition, to the present feeling, of the memory of past moments. It is this which constitutes duration”.
On an artistic level, memory materializes into the realization of abstract or photorealistic canvas, releasing the artist from the obligation to maintain just one linear style. Past moments are recalled and modified at the present time.
So, the image often dissolves, resurfaces, emerges and harnessed in abstract brushworks.
Between the explosions of the images and the recomposition of an order, it doesn’t make sense to find the style. There is no more evolution, just interferences that show the way forward to new visions and knowledges. All this for catching the eye of the contemporary world.
Both paintings often taken from photographic portraits and fragments of places create a sense of mistery. There are all the styles: from the expressionist brushworks to the colour casts, from the highly tactile paintings to the sign ones. There is the chance to touch more lives through the superimposition of languages. This noise seems to flow across appearences, disappearences, bad and good moments typical of a journey through the memory."
Antonella Palladino

Segni 34, 2019 acrilic on linen 100 x 150 x 4 cm
"La trasmissione elettronica di cui si è avvalso Capozzi per acquisire l’immagine e il suo conseguente utilizzo; questo stesso uso attraverso una pratica pittorica/meditativa acquisita e messa in opera; la ritrasmissione del prodotto, dell’opera finita, a scopo di divulgazione del proprio lavoro. Da qui dunque quella mia prima attrazione che nel momento in cui si era manifestata non avevo saputo del tutto spiegarmi, ma che ora mi si rivelava più chi-ara. E fin qui il nostro incontro: fra un artista e un curatore. Tuttavia la mostra comprende più di questo, che pure vi è a suo modo compreso. è un modus operandi e il percorso di una mostra che di questo modus operandi è la manifestazione pubblica, la sua nascita alla luce del mondo. Come modus operandi si fonda su un atto di volontà che si esplicita nel seguire una disciplina, una pratica operativa, quella della pittura, a cui Capozzi è stato specificatamente educato, di millenaria tradizione e di gloriosa storia nell’ambito della cosiddetta Arte Occidentale, quindi sull’appropriazione di forme e di immagini trovate sull’onda di emozioni non solo e non esclusivamente estetiche. Le forme sono gli esiti di una costante ricerca all’interno della pittura e della sua pratica. Le immagini, e a quelle cercate in internet dovranno aggiungersi quelle tratte da ogni genere di pubblicazioni, frame da video e da dvd, fotografie di tipo famigliare, costituiscono la materia emozionale di base."
Pier Luigi Tazzi


Interior with panting, 2019 acrilic on canvas 100x170cm
"Gianluca Capozzi intercetta frammenti di storie e le ricombina in un puzzle di schegge visive: così facendo, egli tritura l’attimo e lo converte in un’immagine che esplode e prolifera dall’interno, svelando inediti orizzonti di senso.
Alla monotonia dei pixel si sostituisce l’imprevedibilità di pennellate che dissociano l’ordine del discorso e spiazzano le aspettative di significato."
Alberto Mugnaini, Flash Art


nature1, 2019 acrilic on linen 80x120x4 cm  -  interior 31, 2019 acrilic on linen 80x100x4 cm
"We live in a society of images, as the French philosopher Jean Baudrillard pointed out on several occasions. The constant stream of images surrounding us not only claim to record reality, but rather engage in construction the notion of reality. Artist Gianluca Capozzi (b. 1973) taps into this stream of images in his paintings, which each by themselves often appear like snap-shots of quotidian life: the back of a car seen from behind, the ditch of a country road, a scene from a news reel on TV. Capozzi captures the fragmented elements of everyday life and re-arranges them in constellations that simultaneaously break meaning while creating new narratives.
Often Capozzi presents his works in grid-like sequences, which bring to mind the strong visual traditions of both film and comics. But grids are in themselves a powerful visual symbol. The renowned art critic Rosalind Krauss identified the grid an “ an emblem of modernity” by being “a form that is ubiquitous in the art of our century.” She was certainly referring to the high modernism of the 20th Century, and yet the grid remains a dominant structure of visual culture today.
The paintings of Gianluca Capozzi reiterate this structure also in their motifs and makes a convincing bid for a precise contemplation of everyday life. He captures the momentary and indifferent events which form contemporary life and invests them with permanent attention and decisive importance. It is a way of introducing order to an otherwise chaotic visual culture, elevating details to a level of experience. Though Capozzi’s work, we are forced to see structure in the casual, meaning in the meaningless — we see the world through a grid."
Joakim Borda

untitled, 2018 acrilic linen 80x70x4 cm
"The connection with film is also patent in the way Capozzi captures moments of everyday life and each painting works like a frame, a still image with a very autonomous language. The idea of sequence is present, in the suspension of time, and the discontinuation of the characters and signs that populate his paintings. This filmic perspective always gives an unexpected twist, an off-center image, a diffused corner. 
Also his works used to offer a more voyeuristic perspective, a voyeurism that he has been leaving aside to open up other outlooks to the spectator, not less seductive on the other side.
Despite this melting pot of influences,  all his body of work distills a striking optimism, an enjoyment of the world. His paintings stay like snapshots of pleasure and frozen instants of easiness.
Capozzi  manipulates the complexity of reality to give us a personal vision where the forms melt and flow, in a risky exercise of meditation about memory and time, displaying what the artist says “Art is life in its unrepeatability of the event, it’s “one time only” quality."
Blanca De La Torre


untitled, 2020 acrilic on linen 100x150x4 cm
"Gianluca Capozzi deconstructs and recontextualizes these conventional academic categories into the present historical moment. Rather than an Arcadian, pastoral painting of a forest, the artist renders a ravaged environment; instead of a romanticized view of the past, Capozzi depicts topical themes culled from current global political situations; his frontal portrait of a transgendered woman with goatee is akin to the paintings made by a royal court artist. Not only is subject matter disparate, however, for the artworks are formally articulated in varied styles and incorporate myriad compositional tropes. Some of these include polychromatic paintings that are purely abstract and reminiscent of Abstract Expressionism, figurative works rendered from idiosyncratic points of view, and works in grisaille technique. 
The three-dimensional works, on the other hand, refer to the commodity object as fetish in that their acquisition promotes lifestyles through the status of design. Finally, the exhibition installation entails the hanging of paintings above and below and side by side into a grid as well as the selection and placement of objects as either works of art or for functional usage. Thus is a chair part of the exhibition to be viewed or is it there so the spectator can sit down and peruse the artworks? Through this oblique strategy the objects contained within the exhibition whether they are artworks or “not,” appear like an atlas created not by the hand of one person, but by a “team of specialists.”
Raul Zamudio


interior 16, 2019 acrilic on linen 100x150x4 cm  -  yellow room, 2019 acrilic on linen 100x150x4 cm
"I dipinti di Gianluca Capozzi, il cui nucleo emotivo è costituito dal tema del viaggio, si rivelano essi stessi come strumenti di indagine e scoperta. Come soggetto hanno angoli di mondo che si manifestano in una moltiplicazione di sprazzi e respiri, evidenziati da una luce che sfaccetta la sostanza delle cose e le reimpasta in aureole cromatiche, come se l’artista volesse pigmentarle nel succo fermentato di una revisione luministica, svelando un tessuto di aure, un arazzo di emanazioni energetiche.
Lo spunto di partenza è fornito da una foto, una delle tante che documentano i momenti dei suoi viaggi e le ansie del suo sguardo: reportage di un frammento temporale e di un atomo geografico, come un appunto mnemonico essa è sottoposta a una rielaborazione analiticamente consapevole ma anche sentimentale, e riletta al ritmo della percussione scompositiva del ricordo."
Alberto Mugnaini


interior 123, 2019 acrilic on linen 70x80x4 cm  -  interior i1, 2019 acrilic on linen 50x75x4 cm
"Attraverso la spedita lentezza dell’esecuzione si attua una consapevolezza dell’altro e dell’altrove che porta a una degustazione della superficie delle cose, a una pittura quasi alimentare, olfattiva, che frammenta la crosta del reale, per macinarla e digerirla con l’appetito dello sguardo. Allo stesso tempo la pittura di Capozzi si pone come prolungamento della dimensione del viaggio in vista di una consonanza fra momento sperduto nel reale e attimo esecutivo. Tende a identificarsi come simpatia che si instaura fra gesto e frammento di cosa, in uno sfiorarsi di molecole, accarezzando il mondo attraverso i terminali nervosi delle sue particole, fino a far vibrare la pelliccia del reale, la sua corteccia fenomenica, di un fremito percettivo e conoscitivo che ne svela la sua orditura nascosta. Un blocco unico e monoattimale di realtà è così sfrangiato, atomizzato, ripercorso dai brividi di un tempo altro, mentre il viaggio continua all’infinito, come in un’inarrestabile efflorescenza della sensibilità, in una fermentazione in cui si incontrano l’unilateralità e la fuggitiva monadicità del tempo reale e la plurivalenza di un tempo rallentato, proustiano, screziato come la grana di una madeleine.
Dipingere comporta infatti uno sgranarsi e reingranarsi di atomi in una pastosità percettiva che offre ai sensi una reiterazione dell’attimo, una sorta di “dilettazione morosa” in cui vista, ricordo ed emozione si consaldano e si amalgamano in una texture di palpiti e pulsazioni, in una screziatura di tocchi e barbagli, nel raggiungimento di una corporeità croccante di quella stessa luce che la scorpora, la
diffrange e la spiritualizza. Si potrebbe parlare di una qualità onomatopeica di questa pittura, che riecheggia contemporaneamente suoni e silenzi, che fa sentire gli intervalli nella continuità e la continuità negli intervalli; una pittura sempre in cammino, sempre in esplorazione, sempre in viaggio lungo gli interstizi dello spazio e del tempo".
Alberto Mugnaini

interior 37, 2019 acrilic on linen 100x150x4 cm  -  interior 27, 2019 acrilic on linen 100x150x4 cm
"La pratica pittorica di Gianluca Capozzi ha esplorato nel tempo tappe diverse. Nei primi lavori emergeva un approccio realistico, racconto fedele del quotidiano, mentre nei dipinti più recenti mescola l'immagine ai tratti della pittura segnico-gestuale."
Luca Beatrice

interior 47, 2019 acrilic on linen 60x80x4 cm
"Tutto il corpus stilistico messo in campo da Capozzi è intriso di formule paranomasistiche imbevute di doppi sensi e ambivalenze dei significati, di nodi organici e di rapide conclusioni che formano un vero e proprio midcult utilizzato prevalentemente per smembrare le vele dell'unità e setacciare così schemi e formulari linguistici, cifrari ornamentali, concordanze e discordanze della realtà quotidiana.
Puntando sul futuro della classicità e aprendo ad un dialogo con l'antico, Gianluca Capozzi manipola la realtà con lo scopo di dar luogo a verifiche grammaticali che volgono lo sguardo verso una Weltanschauung data, questa, da una decompressione di sommovimenti verbali che arginano lo spazio della realtà e creano vivaci collassi della ragione per investire il mondo con una carica esplosiva densamente fantastica, pulsionale, immaginifica."
Antonello Tolve


untitled, 2018 acrilico su lino 100x150x4 cm 
"Dopo una  paziente e costante pratica pittorica, che per lui rappresenta al tempo stesso una disciplina quotidiana, ma anche un’intima forma di meditazione, è finalmente approdato alla pittura informale. Le immagini, che in quel caso, erano state prese dal mondo virtuale di Second Life, grazie alla pittura di Capozzi, passavano dalla virtualità ad una realtà possibile. In Multipath fading del 2010, a cura di Pier Luigi Tazzi, l’allestimento sottolinea volutamente la compresenza di figurazione e pittura informale. In quell’occasione Tazzi sottolineava il fatto che parte dell’attrazione esercitata dalle opere dell’artista campano derivasse dalla sua tanto sistematica, quanto casuale pratica di saccheggio di immagini dalla rete."
Francesca Referza


untitled, 2019 acrilico su lino cm100x150x4 
"La lettura dell'opera viene sdoppiata quindi su due livelli, di opera individuale e di insieme Complessivo. Il discorso pittorico appare tuttavia svincolato da una trama narrativa a favore di suggestioni di tipo cromatico ed emozionali."
Simone Ciglia, Flash Art


janas, 2019 acrilic on linen 80x120x4cm
"The more figurative works, on the other hand, point the heritage of the culture of the image, in pictorial codes and remarking his particular vision of the quotidian and his capacity of narration. 
At the end, his works are all portraits, fragments of life –some more obvious, some more subtle- but eventually, portraits. Blurred portrayals that deepen into uncertainty. In all them the dramatic color emphasizes the semantic recklessness, flickering with the repetition, playing with the viewpoint, and questioning the linear narrative modes. His work speaks of multiplicity, of atomization and de-atomization. Capozzi plays with the canvas, with the contrasts and the apparently absolute control which breaks with whimsical colors and splashes of chaos. But a chaos entirely controlled by a pleiad of polyhedral meanings.
His is a work of fragments, of the repetition of the parts, an amalgam of atoms that build atmospheres not easily identifiable. Fragments of the everyday life, fragments of memory."
Blanca De La Torre


untitled, 2019 acrilic on linen 80x120x4 cm
"L'opera d'arte è un insieme di segni connessi dal prefisso creativo per dar vita ad una scena.
Convulso, picnolessico, legato a perdite di senso e a gustose accelerazioni visive che ingenerano un elettrocardiogramma estetico teso a elaborare forme contratte e dilazionate nello spazio, lo scenario proposto da Gianluca Capozzi fa dell'assenza e dell'apparenza, del sottinteso e dell'omissione filtrata di dati, la radice di un racconto che recide ogni dialogicità per favorire un linguaggio frontale frastagliato,
apparentemente autoreferenziale, climaticamente neobarocco. Dal disegno alla pittura, il suo lavoro schiude una galassia stilistica che, se da una parte plasma grovigli pulsanti e forti stratificazioni magmatiche con venature pseudocaricaturali, dall'altra promuove una linea riflessiva sulla figura scomposta, questa, e ricalibrata secondo un andamento transespressionistico altamente croccante e pungente, legato a prefissi estetici naif che inclinano l'ago della narrazione verso un'area visiva euritmica per tracciare, via via, precise corrispondenze con la visibilità del suono e della parola.
Forme e figure che sprigionano una energia compositiva dipanata, poco a poco, al di là dello spazio pittorico, corpi inghiottiti in scenari avvolgenti e suadenti, nature morte appena tracciate che ribaltano ogni naturalezza, graffi e ticchettii a prima vista isterici filtrati, tuttavia, da una rigida soluzione intuitiva che genera un vero e proprio trattato delle passioni."
Antonello Tolve



In the painting, the artist communicates the sense of being yourself, beyond stereotypes.  
The natural essence of creation under the sunlight that dazzles the ego and nourishes the soul.  so that it can make its way.  
The relationship between light and color in painting embraces speed 
and instinct making the moment in which the work is completed and the same concept of creation protagonist.  
The painting itself is a trace of this gesture and describes the point where the thought has arrived. 
Gian Luca Capozzi



VIDEO:    


The video by G. Capozzi wants to be a research based on a meditative moment.
In the video, the succession of images appear as a vision, a fantastic landscape, where the energy, the vibration of which everything is composed. 
A game about perception in which the retina holds like a flash, a few moments. The shapes of nature overlap with drawings and digital images.
The goal is to obtain a slight depth made of small signs, transparencies, transformations, to explore nature, expanding the sensations it arouses.
The vibration of the succession of images is an alchemical, fantastic and esoteric vision of the world.
The video is accompanied by a mix of sounds and parts of music that amplify the experience of the user as in a journey.